In fondo è pur vero che ogni giornata è sempre una nuova scoperta, ma lo è infinitamente di più se si svolge un lavoro all’aria aperta, in un campo, in un giardino, in un Parco, in un bosco, in riva a un fiume o anche in un’area abbandonata da tempo e vinta dalle sterpaglie, perché quei luoghi_ che saranno strofinati e lustrati dalle nostre squadre di giardinieri_ in precedenza hanno ospitato persone, eventi, feste, aziende, abitazioni, insomma sono stati il teatro di frammenti di vita che hanno lasciato la loro traccia in piccoli oggetti abbandonati, e se questi hanno la fortuna di attrarre l’attenzione dei colleghi, avranno anche la privilegiata possibilità di riappropriarsi di un nuovo spazio all’interno dei nostri uffici.
Così:
– Se apri il cassetto della vecchia scrivania di metallo alle spalle di Gloria, lo sbatacchiare metallico rivela che all’interno è custodito un sasso bianco, una vera pallina da golf perfettamente levigata che si tiene nel palmo di una mano, e invece è proprio un perfetto sasso cangiante. Nascosto tra i cespugli avrebbe potuto diventare l’arma distruttiva della trincia erba Peruzzo, ma è stata avvistata dall’occhio aguzzo di Robby e prontamente catturata, ed ora viene spesso utilizzata come antistress dalle impiegate: passata tra le mani cento volte esfregata altre cento, diventa dispensatrice della soluzione di dilemmi contabili e quesiti amministrativi;
– Se non sei riuscito a liberarti dall’abitudine della sigaretta a fine giornata, appena superato il cancelletto e il melograno al suo fianco, appoggiato alla siepe di edera proprio sopra al lampione rovesciato adibito a grande posacenere, il dinosauro Parasaurolophus aggrappato alla rete osserva severo ogni tua mossa, a ricordarti che la tua cattiva abitudine porterà anche alla tua inevitabile estinzione. Giaceva anch’esso, in un tardo pomeriggio di una torrida estate, interrato e abbandonato ai piedi di uno scivolo nel Parco Giochi del remoto paese padano e l’operatore attento ne ha dissotterrato la carcassa di cellulosa, ricollocandone la maestosa presenza all’ingresso della sede di Eden.
– La Vero ha un cassetto pieno di leccornie: caramelle mou, biscotti, semi di zucca e barrette energetiche, che vagano nello spazio loro riservato, spesso mischiandosi con matite, spillette, fermagli, post it, agende ed elastici colorati, ma un angolo è riservato al suo “un sasso per un sorriso-Raffaella-”. Piccolo, levigato e magistralmente dipinto con i colori del mare, reca il disegno di un faro circondato dai gabbiani. L’iniziativa Facebook risale al 2019 e arriva dalla lontana Svizzera, ma in quel periodo di tristissimo Lockdown si è rapidamente diffusa anche nelle pianure emiliane. Chiunque avesse tempo e un pensiero gentile per il prossimo, dipingeva sassi e li spargeva nei Parchi pubblici con l’idea che una mano fortunata potesse ricevere l’abbraccio di quel pensiero. Il collega fortunato che l’ha trovato sfalciando il pubblico prato, ha allungato la catena di gentilezza regalando a sua volta il sasso, ora custodito nel cassetto delle meraviglie della Vero.
– Ora è nell’ufficio di Ale, chiusa dentro il mobile a vetro dei libri, dei prezziari e delle care suppellettili, ma per molto tempo è stata sopra al mobile archivio in ufficio a ticchettare proprio sotto l’orologio da parete. Una piccola quanto anonima sveglia bianca, arrivata in ufficio in un tardo pomeriggio estivo, reperto di una giornata di sgombro e pulizia di un’area abbandonata bolognese. Sotto mucchi e mucchi di ramaglie conservava ancora il coraggio di ticchettare e portare avanti con orgoglio il proprio compito di scandire il tempo altrui.
– Appeso al porta PC di Gloria pende un medaglione, la cui collana a tratti mostra i segni della pioggia e dell’abbandono in alcune maglie rugginose, ma il pendaglio è ancora carino. Nulla di prezioso, ma sicuramente dignitoso nel suo apparire un po’ vintage e molto British. L’immagine di un orologio dai colori cangianti incorniciato da un quadrante tutto merletti e finte lavorazioni d’alta oreficeria fanno quasi tenerezza. L’oggetto fu a lungo sdegnato al suo ingresso in ufficio, ma nessuno aveva il coraggio di sentenziarne una destinazione terminale nell’immondizia, così rimpallò per giorni tra la scrivania di Mauro: il trovatore d’oro del caso di specie e quella di Gloria, finchè quest’ultima non si rassegnò all’ equo compromesso di ospitarlo nella propria postazione, ma a patto che fosse rivolto verso il pubblico e penzolante verso l’esterno della scrivania.
Ma perché fermarsi agli oggetti inanimati, ritrovati, rispolverati e infine rianimati…….. molto più spesso è proprio la Natura a riservare incontri che sono veri e propri regali. Certo non ci si può appropriare di tutto e così a malincuore, occorre approfondire la conoscenza in loco e poi separarsene.
Così è accaduto con la gigantesca ranocchia carpigiana immortalata da Yordy e scovata dietro un masso durante la pulizia di una cabina AS Reti Gas appunto in quel di Carpi: nessuno aveva mai fotografato così da vicino una rana dal gozzo gonfio di gracidii trattenuti. Poteva essere un Principe o una Principessa e cambiare per sempre il destino del giardiniere, ma ahimè non si è dato tempo al fato di rimestar le carte e definire in meglio il suo futuro, così Yordy è rientrato con gli attrezzi in capannone e la ranocchia è stata restituita al suo campo.
Sempre Yordy il temerario, sul finire dell’estate inviò con suo Whatsapp, la foto di un lui ridente e fiero che tratteneva a braccia un’orrida serpe o biscia d’acqua. Tra le esclamazioni un po’ schifate e un po’ ammirate per l’insolito coraggio, noi tutte dell’ufficio ci meravigliammo davanti alla foto dell’improvvisato incantatore di serpenti, ma anche in questo caso per amore di natura la biscia non è divenuto esotico trofeo e conserviamo a tutt’oggi il fiero scatto.
E da ultimo, nei nostri ricordi ci sono le immagini delle piccole uova maculate ritrovate e lì lasciate nel verde prato delle scuole di Finale. A lungo si è discusso se la mamma delle ovette fosse quaglia oppure gallina francesina, sta di fatto che in rispetto di Natura, tutti abbiamo convenuto di rinunciare ad impastarle e trasformarle in pappardelle.
Oggetti trovati, trattenuti e rivissuti ed altri solo ricordati e sol per questo valorizzati, nella bacheca pare siano riordinati solo oggetti, ma a ben guardare lì nel mezzo ben custodita è la memoria di certe meritevoli giornate.
F.P.
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