Favorisca una pasta

Sì si è vero! “si portan le paste” è quel modo di dire col quale in pallavolo si festeggia la vittoria di una partita o la fine di un allenamento importante , e no- no! Per quelli di Eden non è esattamente il medesimo modo dire e non ha nemmeno lo stesso significato.

Tanto per cominciare nell’atmosfera renazziano centese la voce roboante di Ale parte con una leggera rincorsa e rimbomba ridanciana nei corridoi, nello spogliatoio, dal suo ufficio giunge fino al magazzino e acquista terreno fino al cortile, senza dimenticare lo spazio telematico del Gruppo Cantiere  Whatsapp; secondo poi il modo di dire si contrae, per le nostre occasioni è sapientemente conciso, fatto apposta per essere incisivo e imperativo al punto giusto, senza alcuna possibilità di rifiuto, così che da noi l’esclamazione diventa: “paaaaasteeeee!!!”.

L’espressione spesso strillata, vuole essere un chiaro ed inappellabile invito volto ad umana turnazione e a persona ben definita a presentarsi il giorno dopo con ricchi cabaret di paste dolci, non  disdegnando comunque nemmeno i salati pizze e focacce, e segue sempre la commissione di una mancanza, di un’omissione non grave da parte del malcapitato dipendente, così che la mortificazione sia sentimento passeggero e si possa trasformare rapidamente in un motivo di convivialità per tutti i colleghi, e perché no, così che magari l’esborso economico possa essere un proficuo e didattico incentivo a fare meglio la prossima volta, a rafforzare la memoria anche senza fastidioso e fuori moda olio di merluzzo e a migliorare ogni prestazione.

L’esclamazione “paaaaasteeeee” non risparmia nessuno, chi qualcuno in più chi qualcuno in meno, ma ciascuno ha “conquistato” il proprio giro di paste, ha imparato a soffiare meglio i dece alla fine della giornata con un giro di paste, ha ricordato di inserire l’allarme o di spegnere le luci prima di chiudere l’ufficio al termine della giornata, non ha mai più dimenticato di ripulire l’abitacolo del mezzo dai bicchierini del caffè e dalle bottigliette vuote.

Nessuno indaga sul tipo di errore commesso dal “portatore di paste”, perché ogni errore diventa sempre decisamente più piccolo se inghiottito da crema, cacao e glassa di pistacchio.

Alla fine la cosa è diventata talmente occasione di tradizionale convivialità che c’è chi, dopo una svista o una dimenticanza, si autoproclama vincitore del prossimo giro di paste. A tutti, senza troppe sottili distinzioni può capitare il proprio giro di paste, e così ieri mattina ad esempio c’era chi si chiedeva a chi imputare la paternità dei due goduriosi e profumati vassoi di cicciosissime e zuccherose paste dolci: questa volta anche se un po’ in sordina, anche se senza nessun tentennamento il giro era toccato al “grande Capo”.

Sicuramente questa tradizione sopravvivrà negli anni e la fatica fisica, il consumo di calorie che contraddistinguono le giornate del giardiniere, salveranno ognuno dalla glicemia troppo alta per aver condiviso a dolci meringhe e cioccolate ciascuno gli errori degli altri.

Al grido di “paaaaasteeeee”, raccontatemi un mondo in cui l’espiazione è più ingorda e democratica di così!