E’ una serata mite dal cielo terso, è sabato e nell’aria si respira tutta l’aspettativa maturata in questo mese di intensi preparativi.
Ale si sofferma a guardare un ultima volta la sala Arcobaleno già quasi pronta: la lunga tavolata allestita a forma di “E”, come l’iniziale della festeggiata Eden. In corrispondenza ad ogni posto assegnato ci sono i cadeau, così a lungo pensati: il cappellino, la penna, il portachiavi ed il calendario in cui ogni mese si identifica con una giornata lavorativa dei giardinieri del team Eden; il tavolo degli aperitivi imbandito con i prodotti tipici del nostro territorio; e sapientemente posizionati agli angoli della sala i banner con il marchio di Eden e l’immancabile avvolgente edera, simbolo identificativo dell’Azienda.
Un’ultima occhiata agli orchestrali che sistemano gli strumenti sul palco, gli ricorda che è quasi ora di correre a casa a cambiarsi, di lasciare gli abiti da lavoro e correre ad accogliere gli ospiti.
Sì, è tutto praticamente perfetto, tutto come se l’era figurato. L’ansia degli ultimi giorni può congedarsi rapidamente e lasciare il posto alla gioia di condividere il traguardo raggiunto con i 20 anni di attività e di crescita professionale della propria Azienda con la “sua gente”. E mentre i ricordi degli inizi dell’attività si snodano rapidi e invadono i pensieri, il vociare dei primi invitati che si avvicinano al salone, lo riportano in un battito nella sala immersa nelle luci e nelle prime note di un basso e di una tastiera che duettano un ritmo pop.
Ora nel salone fanno il loro ingresso i compagni della sua avventura: Sara, la sua famiglia, gli amici di sempre, i clienti, i fornitori, i professionisti collaboratori e i dipendenti. Ciascuno di loro generoso di sorrisi, di calorose strette di mano, di complimenti, di abbracci e fragorose risate quando si rievocano scenette del passato degne di essere ricordate magari_ e perché no_ arricchite di nuovi e più coloriti particolari.
In breve la sala si riempie e la festa senza tentennamenti decolla.
Voci che si sono sempre e solo ascoltate telefonicamente ora acquisiscono un volto: clienti storici e fornitori di sempre finalmente incontrano i dipendenti di Eden, così che le strette di mani suggellano nuove conoscenze e tra un piatto di pasta fatta in casa e un calice di ottimo vino, l’atmosfera diviene sempre più conviviale e convince i meno timidi ad arrischiarsi in 4 passi di danza trasportati dalle sonorità pop degli anni 80”: dall’iconica Raffaella Carrà fino agli Abba, e l’atmosfera coinvolgente e spumeggiante serpeggia anche tra i più restii che battono il tempo pur seduti ai tavoli.
Così, prima che la stanchezza sfumi i colori e le risate, Alessandro prende la parola e commosso ringrazia prima di ogni altro la sua Sara, la famiglia e i propri collaboratori, quelli passati – trascorsi e quelli presenti, per averlo accompagnato in un viaggio, in un sogno che lui ha diretto fin qui magistralmente, ma la cui realizzazione è stata comunque corale. I dipendenti di Eden lo affiancano anche questa sera, partecipi della sua emozione e consapevoli che il traguardo dei 20 anni di Eden, disegnato con la glassa verde sulla torta che Alessandro si sta accingendo ora a tagliare è, al di là ed oltre ad ogni sorriso, ad ogni risata, ad ogni battuta, frutto di una scelta consapevole, di un progetto pensato e voluto con ostinazione caparbia, risultato di un lavoro sia di squadra che singolo che ha inizio ogni mattina, ma non ha mai termine la sera.
Sì. È tutto praticamente perfetto, tutto come se l’era figurato, ed il brindisi di Alessandro saluta i primi venti anni per accogliere già i prossimi, perché il segreto è tutto lì: guardare un po’ più avanti, guardarci con le maniche arrotolate pronti a cogliere ogni occasione che si presenti, o a crearne di nuove nei momenti di sconforto.
Sì, fin qui è tutto praticamente perfetto, e tu saprai scriverne il resto Alessandro!
